L’occhio e la mente si accendono del senso luminoso e solenne della più alta romanità. Anfiteatro grandioso in stato di notevole conservazione (anche se internamente subì dei rilevanti danni poi riparati) e idoneo agli spettacoli, se non di un tempo, come un tempo. La sua costruzione si fa risalire al primo secolo. Visse una vita di oscurità e di gloria, servì a usi diversi, nobili e meno nobili, subì molti restauri. E’ costruita con marmi bianchi e rossi della Valpantena; le porte e le arcate fatte da blocchi legati da chiodi e perni senza cemento, le volte sono di calcestruzzo con ciottoli, le muraglie di ciottoli e mattoni. La sua ampiezza si può vedere dagli assi che sono di m. 109 il minore e di m. 138 il maggiore, mentre quelli della platea sono rispettivamente di m.44 e 73. Lo sviluppo periferico è di m.491. L’ interno è a forma di elittica con gradinata divisa ad anelli a ingressi separati (vomitori) per ogni settore; vi si accede con scale che partono dalle gallerie (ambulazioni). L’esterno era in origine decorato dell’ala che girava tutto intorno.

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