L’ Arena

L’occhio e la mente si accendono del senso luminoso e solenne della più alta romanità. Anfiteatro grandioso in stato di notevole conservazione (anche se internamente subì dei rilevanti danni poi riparati) e idoneo agli spettacoli, se non di un tempo, come un tempo. La sua costruzione si fa risalire al primo secolo. Visse una vita di oscurità e di gloria, servì a usi diversi, nobili e meno nobili, subì molti restauri. E’ costruita con marmi bianchi e rossi della Valpantena; le porte e le arcate fatte da blocchi legati da chiodi e perni senza cemento, le volte sono di calcestruzzo con ciottoli, le muraglie di ciottoli e mattoni. La sua ampiezza si può vedere dagli assi che sono di m. 109 il minore e di m. 138 il maggiore, mentre quelli della platea sono rispettivamente di m.44 e 73. Lo sviluppo periferico è di m.491. L’ interno è a forma di elittica con gradinata divisa ad anelli a ingressi separati (vomitori) per ogni settore; vi si accede con scale che partono dalle gallerie (ambulazioni). L’esterno era in origine decorato dell’ala che girava tutto intorno.

Verona romana

Su Verona pre-romana e romana (della sua origine nulla si sa) le notizie sono assai limitate e incerte. Il diritto di cittadinanza romana pare l’abbia conseguito nel 49 avanti Cristo, quando fu iscritta alla tribù Poblilia. Tre secoli dopo vide il suo territorio difeso dalla ricostruzione delle mura di Gallieno che in Verona aveva una colonia militare.

L’ Arena

Casa di Giulietta

Da piazza Erbe a via Leoni. Il tracciato della via ricalca quello del cardine massimo della città romana. Nessuna relazione esiste tra il toponimo e il nome dei Capuleti o Cappelletti, che vennero legati alla legenda di Romeo e Giulietta. Il toponimo, che decretato nel 1871, deriva infatti dall’insegna di un antico stallo, che si apriva all’interno dell’edificio oggi noto come <<casa di Giulietta>>. Tra i numeri 19 e 21 sorge l’edificio di impianto dugentesco (portale romanico), modificato nel Trecento (merlature, finestre ogivali) e in epoche successive. Nel Cinquecento l ‘edificio venne adibito ad albergo con stallo e fu detto <<Dal Cappello>> per l’insegna, raffigurante un cappello, scolpita su una pietra murata nella chiave dell’arco interno al cortile. L’edificio mutò spesso proprietari fino al 1905, anno in cui, posto all’asta, fu acquistato dal Comune allo scopo di legittimare la leggenda di Giulietta: seguirono infatti la costruzione del celebre balcone e altri interventi di ripristino finalizzati a tale scopo.